La storia di Michele

(…) Sono gli inizi degli anni duemila quando con Domenico Salvadore (in arte Meco), didatta del teatro, animatore e giocoliere, si perfeziona nella tecnica e nella postura sul palcoscenico. Autodidatta nella formazione teorica e attratto dal metodo di Tonino Tosto, Michele scopre la sua verve di regista che completa con gli insegnamenti del Corso di Storia del Teatro e dello Spettacolo del prof. Paolo Bosisio dell’Università degli Studi di Milano.

 

Nel 2006 convoca un gruppo di amici per fondare la sua compagnia: “Artemiko Teatro”. Col gruppo si distingue per alcune regie in particolare, “Trappola per Topi” di Agatha Christie, “Pinocchio” di Carlo Collodi, “Il Malato immaginario” di Molière. Nel 2010 è fondamentale l’incontro con il Maestro Massimo Borassi, che lo apre al mondo della didattica musicale e della storia della musica, finchè il gruppo prenderà la forma di “compagnia teatromusicale”. Firma quindi copioni inediti ed originali che vedono i suoi allievi impegnati a portare sul palcoscenico narrazioni storiche come “Vajont. Per non dimenticare”, la piccola opera sacra “Come il sole”, la biografia “Giovanni Segantini, un pittore in musica”. Accanto alla compagnia lavorano musicisti e due cori.

 

Nel 2013\2014 lascia la conduzione del gruppo Artemiko per continuare a specializzarsi come narratore e conduttore di eventi, concedendosi anche piccoli laboratori creativi nelle scuole dell’infanzia e primarie. Comincia la collaborazione con l’amico Riccardo Invernizzi, che lo lancia nel mondo della presentazione dei concerti, dandogli modo di sperimentare il suo linguaggio narrativo. Sono gli anni in cui frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano, che gli permette ancor un maggiore approfondimento in termini di scrittura creativa e di inventare binomi tra i linguaggi artistici. Si laurea nell’aprile 2016 sotto la guida dell’artista Italo Chiodi, suo docente di disegno e didattica dei linguaggi artistici, che segnerà notevolmente il suo modus operandi. La sua tesi, “Tra il naso e la luna” è stata introdotta dal compositore udinese Marco Maiero.

 

Ha all’attivo collaborazioni con alcune delle più importanti realtà musicali e canore dell’area lecchese, I Vous de la Valgranda di Ballabio, Il Vocis Musicae Studium di Oggiono, Il Coro Valsassina di Cremeno, Il Coro femminile “Vandelia”, la Nuova Scuola Musicale Todeschini di Lecco, l’Accademia Corale di Lecco, il Coro Grigna dell’A.N.A. di Lecco. Nel novembre 2016 ha ideato e realizzato, tra le altre esperienze di organizzazione concertistica, una rassegna di cori alpini giunta alla quarta edizione (al 2019), assieme ai direttori Riccardo Invernizzi e Maria Grazia Riva, dal titolo “Canti e incantamenti della Montagna”.

 

E’ autore della mostra di opere “Segni o Sogni?” realizzata nel Comune di Moggio (LC) nell’agosto del 2019 in collaborazione con Samuela Paoletti e curata da Simone Pozzoni, che ha prodotto anche il catalogo. Il progetto è stato finalizzato al recupero del valore espressivo dell’arte contemporanea con tema alpino ed indaga a pieno ritmo tra le forme e le linee ispiratrici di una montagna in continuo cambiamento.

 

Dal 2015 collabora col Maestro Giuseppe Scaioli in qualità di autore di testi, ed insieme hanno pubblicato “Continuiamo a scrivere, decade di canti per cori curiosi” con la Casa Musicale Edizioni Carrara di Bergamo. Dal 2006 dedica espressamente tutti i suoi progetti a favore della ricerca medico scientifica della fondazione Telethon e dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (sez. di Lecco), di cui è socio – consigliere e dal 2017, direttore artistico.

 

Dal 2020 è presidente della Consulta Musicale di Lecco e conduce il Laboratorio Teatrale del Comune di Barzio.